Lo strano caso di Lana del Rey
Nuova icona della musica indie o spudorata creatura del marketing? È un caso davvero strano, quello del successo lampo di Lana Del Rey. Ad agosto comincia a girare sul web un video apparentemente prodotto e montato da lei stessa, Video Games, un pop ricco dove emerge soprattutto il timbro avvolgente della sua voce.
Grazie al fascino da videoclip realizzato in economia, Video Games si attira immediatamente le simpatie delle riviste e dei siti attenti all’indie e all’underground, che acclamano istantaneamente la giovane cantante come una nuova star. Nel frattempo, però, si scopre che all’anagrafe Lana Del Rey è Lizzy Grant, e nel 2010 aveva già pubblicato un album.
Ed ecco che, su Internet, inizia a trapelare il background della Del Rey: nata Elisabeth “Lizzy” Grant, figlia di un multimilionario newyorchese, aveva pubblicato con il suo vero nome un primo album che si era rivelato un flop e, cosa ben più strana, era stato ritirato da iTunes dopo soltanto due mesi.
In seguito, come racconta lei stessa, con l’aiuto di manager e avvocati aveva pensato a un nome più adatto alla musica che voleva fare, ed era nata Lana Del Rey. Nulla a che vedere con l’idea insita in Video Games, dunque, quella di una giovane artista alle prime armi che cerca di lanciarsi grazie ad un video auto assemblato con pochi mezzi.
Inevitabilmente, il ritorno di critiche e insinuazioni in rete è stato violento e repentino, complice un’esibizione dal vivo non proprio lusinghiera al Saturday Night Live. Al di là dei dubbi sulla genuinità del personaggio, quello che resta è la musica. E, a pochi giorni dalla sua uscita, l’impressione è che l’album Born To Die sia un LP con pochi alti e molti “riempitivi”.
Ma a stupire ancor di più è forse il fatto che sia proprio il seguitissimo sito musicale Pitchfork , dopo aver spinto Video Games, a stroncarlo con mano sicura: “La delusione definitiva di Born to Die è vedere quanto non sia in sincronia non solo con il mondo attorno a sé, ma anche con la semplice questione delle emozioni umane”.
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