
03.04.2012 / Arts & Culture
Otto notti al MOMA
Pionieri della musica elettronica, i Kraftwerk – probabilmente l’unico gruppo bianco ad avere influenzato la musica black – saranno protagonisti di un evento unico: otto serate consecutive di performance al MOMA di New York, dal 10 al 17 Aprile.
Nato a fine anni ’60 dall’incontro tra Ralf Hütter e Florian Schneider, nell’arco di 15 anni il gruppo tedesco di stanza a Düsseldorf ha posto le basi per tutta la musica elettronica pop come la conosciamo oggi.
Incontratisi ancora studenti, Hütter e Schneider seppero porre la Germania al centro della mappa mondiale della musica grazie a una nuova sintassi musicale, che coniugava pop e suoni sintetici in un’era in cui i sintetizzatori erano ancora macchine enormi e complesse che subivano cambi di tonalità a seconda dei cali di tensione nella linea elettrica.
E i Kraftwerk riuscirono anche nell’impresa di rendere questa musica piuttosto popolare, grazie al successo di album come Radio-Activity (uscito nel 1975 e disco d’oro in Francia) e di singoli come Computer Love (numero uno in Gran Bretagna nel 1981).
Le serate di retrospettiva al MOMA sono un’occasione unica: non solo per l’eccezionalità del gruppo, ma anche per la forma data all’evento. Ognuna sarà infatti interamente dedicata a uno degli otto album recentemente rieditati nel box The Catalogue (quelli compresi tra il 1974 e il 2003).
Per chi non avesse mai visto un concerto dei Kraftwerk, l’iniziativa è sicuramente da non perdere.
Purtroppo, l’organizzazione di vendita online dei biglietti non si è rivelata all’altezza dell’evento, favorendo i bagarini informatici: tutti i biglietti sono andati sold-out in una sola ora, per poi riaffiorare a prezzi esorbitanti su siti di bacheche online.
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