
01.12.2011 / Arts & Culture
Graffiti sospesi
Materiali industriali di scarso valore, forme ridotte ai minimi termini e ambienti naturali o decadenti.
Sono le coordinate che definiscono l’opera del giovane artista luccchese Teo Pirisi, in arte Moneyless – un nome scelto non certo a caso, visto il lavoro di sottrazione e di ricerca dell’essenzialità che sta alla base dei suoi lavori.
Le sue etereee installazioni geometriche in 3D, che celano ispirazioni concrete e molteplici punti di vista, invadono sommessamente boschi, prati, aree dismesse, fabbriche abbandonate e altri spazi urbani, dando vita a una forma di street art decisamente insolita e concettuale.
Come graffiti sospesi, estranei a tutto ciò che li circonda eppure capaci di mimetizzarsi grazie alla loro leggerezza, senza aggiungere troppo rumore al caos che già ci circonda.
Berlino, San Francisco, i boschi della California e le vecchie miniere della Sardegna sono soltanto alcuni dei luoghi che hanno fatto da sfondo alle sue opere, diventando parte integrante delle opere stesse.
Per essere aggiornati sulle prossime incursioni di Moneyless, tenente d’occhio il suo blog.
Foto: Marco Montanari
Links




