
20.05.2011 / Food & Leisure
Di che bio sei?
Biologico, biodinamico, a lotta integrata. Sugli scaffali dei supermercati, la presenza di prodotti non trattati chimicamente è sempre più significativa. Ma le differenze fra etichette e certificazioni non sono semplici sfumature; al contrario, rispecchiano metodi di coltivazione e filosofie diverse. Ecco come districarsi fra le diverse sfumature del bio.
ALIMENTI A LOTTA INTEGRATA
La cosiddetta lotta integrata, anello di congiunzione fra l’agricoltura tradizionale e quella biologica, non esclude completamente l’uso di antiparassitari, ma lo riduce drasticamente (in media del 50%) grazie a metodi naturali come l’impiego degli avversari naturali dei parassiti e di alcune tecniche di lavorazione del terreno (ad esempio l’antico sistema della rotazione delle colture).
Non esiste ancora una certificazione ufficiale per questo tipo di prodotti, ma è possibile trovarli in alcuni supermercati.
Per saperne di più
www.csqa.it
ALIMENTI BIOLOGICI
Il biologico rappresenta una sorta di ritorno alle origini dell’agricoltura, poiché esclude categoricamente l’utilizzo di sostanze chimiche. Le coltivazioni biologiche sfruttano quindi concimi organici e tecniche di lavorazione naturali, simili a quelle della lotta integrata.
I prodotti biologici sono regolamentati da una rigida legislazione comunitaria e i produttori vengono regolarmente sottoposti ai controlli.
Riconoscere un prodotto biologico certificato è facile: sulle confezioni viene apposta un’etichetta ufficiale, con il nuovo logo europeo del biologico (nella foto).
Per saperne di più:
www.aiab.it
ALIMENTI BIODINAMICI
I controlli e le certificazioni sono gli stessi dell’agricoltura biologica, ma la biodinamica ha una storia a sé. Nata in Germania nel 1924, è legata alla figura di Rudolf Steiner, il “padre” dell’antroposofia, e si basa su una concezione olistica dell’azienda agricola, considerata come un organismo vivente che si rapporta non soltanto con il proprio microcosmo – rappresentato dall’ambiente circostante – ma anche con il macrocosmo. Di qui, la necessità di tenere in considerazione i cicli astronomici e lunari nello stabilire le fasi della lavorazione.
Sebbene questo approccio “filosofico” possa sollevare un certo scetticismo, dal punto di vista strettamente produttivo non mancano le conferme: molte sperimentazioni sono state condotte anche in ambito universitario.
Per saperne di più:
www.rudolfsteiner.it




