
06.06.2012 / Technology
Hipstamatic vs Instagram
In principio fu Hipstamatic, l’applicazione per prima trasformò lo smartphone in una piccola toy camera. Poi è arrivato Instagram, che si è preso la scena illudendo anche i fotografi più maldestri di essere degli artisti.
Noi, però, restiamo affezionati a Hipstamatic, perché Instagram, nonostante l’efficacia del suo sistema di condivisione tutto social, in fondo è un software di postproduzione. Con Hipstamatic, invece, resta una traccia di onestà: è l’utente a scegliere la propria combinazione di lente e pellicola, e l’impressione – in parte giusta – è proprio quella di essere autori delle proprie foto. Senza contare che, proprio come ai tempi dell’analogico, occorre attendere lo “sviluppo” della foto per scoprire il risultato delle proprie scelte.A consolidare quest’impressione contribuisce anche l’ultima impresa degli inventori di Hipstamatic, Snap, una vera e propria rivista scaricabile su iPad e tutta basata su immagini scattate da normali utenti e professionisti con la nostra app preferita.
Su Snap, i fan di Hipstamatic trovano preziosi consigli degli sviluppatori e dei fotografi su come trarre il massimo dall’applicazione, ma ci sono anche veri e propri servizi di cultura e lifestyle. Insomma, i contenuti non mancano, la grafica è decisamente notevole e la qualità delle foto, complici anche l’ottimo schermo dell’iPad e la selezione iconografica, è davvero impressionante.
Last but not least, l’abbonamento è gratuito. Vale un download.




