
08.08.2012 / Arts & Culture
Nelle terre selvagge
Era il 1989, l’anno della caduta del Muro di Berlino, quando Gunther Holtorf e sua moglie Christine decisero di lanciarsi in un’avventura: un viaggio di diciotto mesi in Africa a bordo della loro Mercedes Benz G-Wagen.
Ma alla fine del percorso, entusiasti dell’esperienza, decisero di continuare. Ormai avevano collaudato un loro sistema per viaggiare low-cost: dormire sull’auto e cucinare da soili propri psti aveva eliminato le spese principali, quelle di alberghi e ristoranti. L’unica spesa seria restava la benzina.
23 anni e 800.000 chilometri dopo (l’equivalente di 20 giri attorno al pianeta), Gunther è ancora sulla strada. Non l’ha fermato neanche la morte di Christine, che se n’è tristemente andata nel 2010 pregando il marito di continuare il viaggio. E così, con la foto di Christine sul cruscotto, Gunther prosegue nell’avventura che l’ha portato a toccare oltre 200 paesi, toccando con la sua Mercedes il suolo del Brasile, del Monte Everest, dell’Iraq (durante la guerra…), del Kazakhistan, ma anche di Parigi, Hollywood, Cuba e dei Caraibi.
E in tutto questo la sua fedele automobile non l’ha mai abbandonato. Gunther porta con sé due Leica a pellicola per documentare le sue tappe, non ha mai voluto sponsor ed è un viaggiatore dell’era pre-social network. Se non fosse per David Lemke, un fotografo che ha incontrato in Vietnam, forse oggi non sapremmo nulla né di lui, né della sua impresa.
Se questa storia affascina anche voi, ecco un video pubblicato dalla Bbc che darà un volto e una voce ai suoi protagonisti.
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