
30.07.2012 / Arts & Culture
Un anniversario perfetto
Difficile immaginare qualcosa di meno improbabile di un nuovo album dei Beach Boys nel 2012.
Eppure, non solo i vecchi pionieri del surf hanno festeggiato il loro cinquantesimo anniversario con un album interamente composto di inediti, That’s why God made the radio, ma l’hanno pure fatto riuscendo a riportare tra le fila del gruppo il suo fondatore e principale compositore, Brian Wilson, ovvero il genio dietro tutti i loro più grandi successi. L’uomo che ha composto Pet Sounds, uno dei veri capolavori della musica del Novecento, e la cui vita è stata spesso al centro di numerosi miti e leggende.
A partire da quel 1967 in cui avrebbe dovuto comporre Smile per i Beach Boys (uno dei grandi album “perduti” della storia, restituitoci giusto l’anno scorso) e – la leggenda narra – Brian si era convinto che una delle canzoni fosse la causa degli incendi avvenuti a Los Angeles in quei giorni.O ancora negli anni ’80, che visse opacamente a causa del rapporto stretto con lo psicologo-padrone che lo costrinse ad apporre la sua firma come co-autore in molte sue canzoni (i credits furono poi “ripuliti” nel 1991 con la scomparsa dell’opprimente figura dalla vita di Wilson).
That’s why God made the radio dà il via in grande stile al cinquantesimo anniversario della nascita del gruppo, grazie anche ad un lungo tour mondiale con tutti i membri originali rimanenti (la prima volta dal 1996). Naturalmente That’s why God made the radio non può eguagliare né i fasti di Pet Sounds, né quelli di altri classici della discografia dei Beach Boys, ma riesce ugualmente a far alzare un sopracciglio all’ascoltatore disattento per la bellezza (una sorta di firma, impossibile da contraffarre, della scrittura wilsoniana) delle armonie vocali, come nell’intro Think about the days o nelle due From there to back again e Pacific coast highway.
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