L'Editoriale

5 cocktail
e la loro storia

5 cocktail e la loro storia

Le circostanze, le persone e le leggende che hanno dato vita ad alcuni dei cocktail più amati di sempre

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artini, Negroni, Cosmo: questi nomi ci sono ormai così familiari che è come se esistessero da sempre. E invece la maggior parte dei drink che ancora oggi sono protagonisti al bancone dei cocktail bar sono nati in temi relativamente recenti, alla fine dell’Ottocento e anche molto più in là.

Vi siete mai chiesti perché si chiamino proprio così, chi li abbia inventati, quando e perché? Ecco che cosa abbiamo scoperto ripercorrendo le storie che hanno portato alla creazione di cinque fra i cocktail più famosi.

Martini Dry: invenzione americana o italiana?

Il famoso aperitivo con l’oliva a base di gin e dry vermouth, tanto amato dagli americani e protagonista di tante scene di film e serie TV, ha un’origine piuttosto dibattuta. Secondo alcuni il suo nome deriverebbe dal Martinez, un cocktail ottocentesco, secondo altri sarebbe stato inventato da un barista italiano dell’Hotel Knickerbocker di New York per John D. Rockefeller, secondo altri ancora l’origine è da richiamarsi semplicemente a Martini&Rossi, la celebre azienda, anch’essa italiana, produttrice di bevande alcoliche fondata nell’Ottocento.


Manhattan, galeotto fu il party

Whisky, vermut rosso dolce e angostura bitter. L’aperitivo rosso (che in realtà, visti gli ingredienti, sarebbe perfetto anche come digestivo) più famoso del mondo viene fatto risalire anch’esso alla New York ottocentesca. Secondo un’affascinante teoria, sarebbe stato creato nel 1874 per un ricevimento organizzato presso il Manhattan Club (da cui il nome) dalla futura madre di Winston Churchill, Jennie Churchill, in onore del neo-governatore dello Stato di New York Samuel J. Tilden.
Cocktails

Cosmopolitan, l’eleganza è femmina

Dopo il successo planetario di Sex & The City, tutti abbiamo imparato a conoscerlo come il cocktail preferito dall’icona di stile Carrie Bradshaw, ma la fama del “Cosmo” – a base di vodka, cointreau e succo di lime e di mirtillo, risale in realtà agli anni Settanta, quando divenne popolare nei cocktail bar di Miami e New York City - anche se le sue origini sono probabilmente da ricercarsi più indietro, intorno agli anni Trenta. Per il suo sapore fruttato e il colore rosso-rosato, viene generalmente considerato un drink creato per il pubblico femminile.


Negroni, l’Americano “sbagliato”

Quando, intorno al 1920, il conte fiorentino Camillo Negroni fece aggiungere una spruzzatina di gin al posto del seltz nel suo Americano, forse non poteva immaginare che avrebbe dato al più celebre cocktail italiano di sempre. Vermut rosso, bitter Campari e gin sono da allora gli ingredienti base di questo drink robusto, noto anche nella sua versione più light, lo Sbagliato, con spumante brut al post del gin.

Daiquiri, da Cuba al mondo

Amatissimo da Ernest Hemingway che lo sorseggiava in gran quantità al banco del bar El Floridita dell’Avana, questo mix di rum bianco, succo di lime e sciroppo di zucchero di canna, come tutti i cocktail più leggendari è protagonista di numerose leggende legate alla sua origine. La più fantasiosa riguarda un marine americano approdato a Playa Daiquiri così assetato da essere in vena d’inventare un cocktail sul momento, mentre vagamente più credibile è quella dell’ingegnere italiano a Cuba che, dovendo ricevere un ospite inaspettato, gli prepara un drink con quello che ha in casa, incappando accidentalmente nel mix del secolo. Quello che sappiamo per certo è che il Daiquiri fu reso ufficialmente celebre intorno al 1914 proprio dall’abilissimo bartender catalano del Floridita, Constantino Ribalaigua Vert.
Ernest Hemingway

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