L'Editoriale

occhiali
che raccontano
una storia

dal ritrovamento casuale di una scatola di vecchie montature in un magazzino di asmare nasce L.G.R., un brand di occhiali artigianali rigorosamente made in italy.

dal ritrovamento casuale di una scatola di vecchie montature in un magazzino di asmare nasce L.G.R., un brand di occhiali artigianali rigorosamente made in italy.

L

a storia di Luca Gnecchi Ruscone e di suo nonno Raffaello Bini ha tutto il fascino di un romanzo d’epoca ambientato fra l’Italia e l’Eritrea. Comincia nel 1936, quando Raffaello viene spedito in Eritrea, allora colonia italiana, dall’Istituto Luce, per fotografare lo sforzo bellico. Innamoratosi del luogo, Raffaello apre un negozio di ottica e resta ad Asmara fino al 1956, quando è costretto a rientrare in Italia a causa della guerra.

Il negozio del nonno Raffaello, aperto nel 1936
Il negozio del nonno Raffaello, aperto nel 1936
 
Cinquant’anni dopo, accompagnato dal nipote Luca, Raffello torna ad Asmara per recuperare i propri beni di famiglia ed è in quell’occasione che Luca, curiosando nei vecchi magazzini del nonno trova una scatola di montature per occhiali dell’epoca coloniale. Affascinato, Luca riporta in Italia con sé le montature, rintraccia gli artigiani che le avevano realizzate e mette in piedi una piccola produzione dei modelli originali, seguendo i metodi dell’epoca. Ed è subito successo internazionale.
Albatros - the sky over Africa
Laurence flap
Reunion
Scorpio
Alcuni disegni

ABBIAMO CHIESTO A LUCA
DI RACCONTARCI QUALCOSA IN PIÙ
DI QUESTA INCREDIBILE IMPRESA.

Cos’avevano di speciale i modelli originali ritrovati nel magazzino di suo nonno e sono ancora presenti nel vostro catalogo?

LGR: Erano occhiali utilizzati dai coloni italiani e dai corpi militari tra gli anni ’40 e ’50, prodotti in Italia e destinati alle colonie di Eritrea, Etiopia, Somalia e Libia. Alcuni sono ancora in catalogo, in particolare i modelli Asmara e Keren.

Quali sono gli elementi a cui s’ispirano le nuove collezioni?

LGR: Il frutto dell’ispirazione costante di L.G.R è l’unione tra il mondo dell’Africa coloniale e quello dell’Italia degli anni ’50, quella del boom economico, della dolce vita, della bellezza e dell’eleganza. Il segreto di L.G.R sta nel mischiare, mettere in contrapposizione e trarre il meglio da questi due mondi.

Qual è il rapporto fra il design senza tempo da cui nasce L.G.R e la necessità di rapportarsi al mercato e alle sue esigenze e tendenze?

LGR: Un occhiale è un oggetto semplice, non bisogna mai strafare nella sua creazione. Personalmente creo i miei modelli in base al mio gusto e a quello delle persone che mi circondano: penso sempre a quale tipo di occhiale metterei io o a cosa potrebbe piacere mia madre o ai miei amici, cosicché L.G.R resti in un mondo tutto suo, racchiuso nel suo gusto e nel suo stile.

C’è ancora speranza per il made in Italy autentico?

LGR: La globalizzazione ha portato a un inaridimento delle maestranze artigiane in Italia un po’ su tutti settori, ma ci sono ancora alcune nicchie dove le abilità dell’artigiano sono un valore aggiunto. La bravura dell’imprenditore sta nel valorizzare questa maestranza e trasmetterla al consumatore finale, educandolo a un valore diverso del prodotto.
Secondo me la qualità vince sempre e i nostri clienti la sanno riconoscere, motivo per cui continuiamo a crescere in un mercato globale.

C’è ancora speranza per il made in Italy autentico?

LGR: La globalizzazione ha portato a un inaridimento delle maestranze artigiane in Italia un po’ su tutti settori, ma ci sono ancora alcune nicchie dove le abilità dell’artigiano sono un valore aggiunto. La bravura dell’imprenditore sta nel valorizzare questa maestranza e trasmetterla al consumatore finale, educandolo a un valore diverso del prodotto.
Secondo me la qualità vince sempre e i nostri clienti la sanno riconoscere, motivo per cui continuiamo a crescere in un mercato globale.

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