L'Editoriale

Roubaix: la piscina art
decò diventa museo

Roubaix: la piscina art decò diventa museo

Il Journal des Arts lo definisce il più bel museo di Francia fuori da Parigi: la scommessa vinta di una città

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uando agli inizi del ’900 l’architetto Albert Baert progettò La Piscine di Roubaix, di certo non pensava che nella grande piscina centrale di 40 metri un giorno avrebbe trovato posto una galleria di sculture d’arte moderna. 

  Eppure è esattamente questo che è successo: a distanza di un secolo La Piscine – André Diligent Museum of Art and Industry di Roubaix ha cambiato il modo di vivere questo grande complesso architettonico art déco trasformandolo da centro termale a museo capace di attirare oltre duecentomila visitatori l’anno in questo angolo di Francia incastonato nelle cosiddette Fiandre francesi. Una cosa non è cambiata: La Piscine è da sempre il centro nevralgico di Roubaix, il luogo in cui potevano e possono incontrarsi le molte anime di questa città. 

Roubaix è una città industriale, capitale del tessile francese dalla fine dell’Ottocento fino a metà Novecento, quando comincia a cambiare la geografia produttiva della Francia e del mondo. Da faro della meccanica industriale e origine di grandi fortune (la famosa azienda di vendita per corrispondenza La Redoutenasce proprio qui), Roubaix perde sempre più la sua identità storica e sociale e il suo ruolo. 

  La Piscine recupera e trasfigura il patrimonio storico, materiale e di evoluzione della città e lo trasforma in esperienza distribuendolo in ordine cronologico e tematico negli spazi di quello che è il suo edificio pubblico più simbolico, dove tutte le famiglie della città trascorrevano il tempo del riposo. 
Il Museo dell’Industria di Roubaix, che dal 1835 aveva accompagnato la vita cittadina, porta in eredità le scienze e le arti applicate, la moda, il design e la ceramica. Le opere delle belle arti, sculture e dipinti che portano le firme, fra gli altri, di Giacometti, Rodin, Claudel e Picasso, creano un percorso che celebra la bellezza e la creatività in qualunque modo si esprimano e completano il passaggio a museo nazionale dell’arte e dell’industria.

La trasformazione da piscina a museo si è svolta in due tempi sotto la guida dell’architetto Jean-Paul Philippon. Dopo la chiusura delle piscine nel 1985, è il 2001 l’anno che segna il nuovo inizio e l’apertura del museo, al quale si accede seguendo il lungo muro di mattoni rossi del vecchio cotonificio adiacente. La prima ristrutturazione ha riportato agli splendori iniziali i mosaici Art Decòche circondavano la vasca della piscina centrale e le sale dei bagni termali laterali con tutti gli spazi pubblici circostanti. In ciascuno di questi spazi sono state distribuite le oltre 70.000 opere d’arte e manufatti che compongono la collezione: le sculture nella piscina centrale, le opere pittoriche nelle sale dei bagni termali laterali e la selezione di antichi manufatti tessili, dall’Antico Egitto a oggi, negli spazi che alloggiavano le docce, trasformati in teche. La luce naturale che arriva dalle grandi vetrate colorate aggiunge fascino e suggestione all’esposizione e spiega perché il prestigioso Journal des Artsabbia definito La Piscine-Roubaix il più bel Museo di Francia fuori Parigi.

Il 20 ottobre 2018, dopo due anni di lavori, è stata inaugurata la nuova veste del museo con l’aggiunta di tre nuove aree realizzata sempre da Jean Paul Philippon nel rispetto della massima armonia rispetto allo stile degli edifici esistenti. I nuovi spazi, oltre 2.000 metri quadri in più, ospiteranno rinnovate aree servizi per i visitatori (in particolare bambini) e aree espositive dedicate alla storia di Roubaix e agli artisti emergenti locali. 

  Oltre alla collezione permanente, fino a inizio 2019 La Piscine-Roubaix presenterà tre esposizioni principali dedicate rispettivamente a Hervé di Rosa, pittore contemporaneo francese, e a due opere particolari di Pablo Picasso e Alberto Giacometti: rispettivamente la scultura L’uomo con la pecorae il Ritratto di Rol-Tanguy, eroe della resistenza francese. In entrambi i casi, le opere diventano l’eccezionale pretesto per descrivere il contesto storico e biografico che le ha prodotte, mettendo in relazione storia e arte come è nella natura di questo museo letteralmente unico.

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