L'Editoriale

La grande bellezza

La grande bellezza

In viaggio nei piccoli borghi, dove si nasconde il fascino più autentico del nostro paese

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he cos’è un borgo? Senza dubbio una dimensione tutta italiana, oggi estesa a molte realtà differenti ma che deriva da una definizione precisa: burgus, in latino tardo, indicava un abitato di medie dimensioni dotato di fortificazione e di un mercato. In altre parole, di una propria autonomia, identità ed economia. Quante realtà di questo genere esistono ancora oggi nel nostro paese? Moltissime, e alcune sono riuscite a preservare un aspetto, un’atmosfera e un patrimonio artistico, artigianale ed enogastronomico così intatti e autentici da farci sospettare che sia proprio qui, in queste piccole realtà, che si trova il vero tesoro dell’Italia, un tesoro da promuovere valorizzare a tutti i costi.
Impossibile stilare una lista di tutti i magnifici borghi d’Italia (per questo esiste addirittura un apposito club ). Questi sono soltanto alcuni dei nostri preferiti.

Monte Isola (Brescia, Lombardia)


Meno nota di altri splendidi borghi sul lago di Como o sul Garda, Montisola, la perla dell’Iseo, è altrettanto affascinante. Si tratta in realtà di una “collezione” di ben 12 borghi su un’isoletta montuosa dal perimetro di 11 chilometri nel lago, dove non sono ammesse macchine ma soltanto autobus e biciclette. Fra i più suggestivi c’è Peschiera Maraglio, un villaggio di pescatori con una rocca e un grazioso porticciolo.

monte isola brescia lombardia

Castell’Arquato (Piacenza, Emilia Romagna)


Bellissimo borgo medievale arroccato sulle prime alture della Val D’Arda, a circa 30 chilometri da Piacenza, Castell’Arquato è rimasto pressoché intatto nel corso dei secoli. Meravigliosa la sua Piazza Monumentale sulla quale si affacciano la trecentesca Rocca Viscontea, la chiesa Collegiata (VIII secolo) e il medievale Pal azzo del Podestà con i suoi merli e la sua torretta.

Castell’Arquato (Piacenza, Emilia Romagna)

Manarola (La Spezia, Liguria)


Questo antico borgo della riviera ligure di Levante, nonché una delle famose Cinque Terre, è miracolosamente sfuggito alle devastazioni delle alluvioni dell’ottobre 2011 che hanno danneggiato pesantemente Vernazza e Monteroso. Vero e proprio gioiello urbanistico, con le sue case-torri colorate arroccate sulla costa scoscesa e affacciate sul bel mare della Riviera è una vista da togliere il fiato.

MANAROLA (Piacenza, Emilia Romagna)

Pitigliano (Grosseto, Toscana)


La “piccola Gerusalemme” della Maremma grossetana, arroccata su una rupe di tufo, fu un tempo abitata da Etruschi e Romani, ma il suo soprannome si deve alla grande comunità ebraica che vi trovò accoglienza nel 1500 - di quell’epoca resta il “ghettto” con la sinagoga, il forno, la cantina e la macelleria kosher. Il centro è tutto un fiorire di chiese e antichi palazzi, e poi ci sono le “vie cave”, vie di comunicazione di epoca etrusca interamente scavate nella roccia tufacea.
PITIGLIANO (Grosseto, Toscana)

Civita di Bagnoregio (Viterbo, Lazio)


Un luogo unico e spettacolare nel Viterbese, appoggiato su uno sperone di roccia e circondato da calanchi, unito al resto del mondo solo da uno stretto ponte. Qui davvero il tempo si è fermato: nel borgo non restano che poche famiglie, e non entrano le automobili. E i lenti franamenti delle fragili pareti di tufo fanno abbassare il terreno con un'erosione media di sette centimetri all'anno, tanto che Civita è anche nota come “la città che muore” - ma muore lentamente, per cui avete tutto il tempo per visitare questa meraviglia.
CIVITA DI BAGNOREGIO (Viterbo, Lazio)

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