Dall’Africa all’Europa, i nuovi siti UNESCO raccontano storie millenarie e paesaggi mozzafiato, invitando i viaggiatori a scoprire (e preservare) le meraviglie del pianeta.
Venti proprietà culturali, cinque naturali e un sito misto. Sono i 26 nuovi siti nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO introdotti nel 2024. Queste nuove aggiunte portano il totale della Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO a 1223, distribuiti in ben 168 paesi, su 195 nazioni riconosciute dall’Onu.
La selezione dei nuovi siti è stata effettuata durante la 46ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, a Nuova Delhi, in India, dopo un rigoroso processo di valutazione.
Così, il mondo si è arricchito di nuove gemme che attraversano culture, storie e paesaggi.
L’Africa svetta. Il sito di Melka Kunture e Balchit in Etiopia racconta la storia dell’umanità attraverso le sue tracce più antiche. Qui, gli archeologi hanno rinvenuto strumenti di pietra e fossili che ci riportano indietro di millenni, in un tempo in cui l'uomo muoveva i primi passi sul pianeta. L'atmosfera che si respira in questi luoghi è intrisa di una profonda connessione con le nostre origini, offrendo ai visitatori un incontro ravvicinato con i misteri della preistoria.
Nel cuore del Burkina Faso, il Palazzo Reale di Tiébélé sorge come un’oasi di tradizione e arte. Le sue architetture, arricchite da vivaci affreschi murali, rappresentano la creatività e l’abilità artistica del popolo Kassena. Ogni edificio è un’opera d’arte, un manifesto della cultura locale, dove colori e forme raccontano storie antiche. La bellezza di questo sito sta nella sua autenticità, nel modo in cui celebra la cultura e l’ingegno di una comunità che ha saputo tramandare le proprie tradizioni di generazione in generazione.
Il centro storico e il sito archeologico di Gedi, in Kenya, ci conducono in un viaggio attraverso i secoli, verso un antico centro urbano swahili che un tempo prosperava grazie agli intensi scambi culturali e commerciali tra l’Africa orientale e altre regioni del mondo. Passeggiare tra i resti di moschee, palazzi e costruzioni in pietra è come sfogliare le pagine di un libro che narra le glorie di una civiltà marittima, riflessa nei racconti dei commercianti che navigavano lungo le coste africane.
Ma le bellezze non finiscono in Africa. Tra i siti aggiunti nel 2024, risalta la Via Appia, conosciuta come «Regina Viarum», la regina delle strade, che ai tempi dei romani collegava l’Urbe con il sud della penisola, fino a Brindisi. Si snoda tra colline, campagne e antichi ruderi, evocando un’epoca di grandezza e potere. Camminare lungo i suoi tratti significa immergersi nella storia, seguendo i passi di antichi viaggiatori e guerrieri che, secoli fa, percorrevano la stessa via.
Tra gli altri nuovi membri che si aggiungono alla categoria dei siti naturali ci sono il deserto di Badain Jaran e il rifugio degli uccelli migratori lungo la costa del Mar Giallo e del Golfo di Bohai, in Cina, The Flow Country nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, la Grotta di Vjetrenica in Bosnia-Erzegovina e il Parco nazionale dei Lençóis Maranhenses, in Brasile.
Quindi, una buona notizia: il Parco nazionale di Niokolo-Koba in Senega è stato rimosso dalla Lista del Patrimonio mondiale in pericolo.