Otto cognomi, una sola strada e sette giorni di viaggio: Tristan da Cunha, l'isola più remota del mondo, dove il silenzio è un lusso, ma non una scelta.

Hai mai sentito parlare di Tristan da Cunha? Se la risposta è no, non preoccuparti: non sei solo. L’isola è talmente remota che perfino Google Maps deve fare un respiro profondo prima di localizzarla. Situata nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, a metà strada tra Sud Africa e Sud America, Tristan da Cunha è la comunità abitata più isolata del pianeta. Un paradiso, o una condanna? Dipende da come vedi la vita.

Raggiungere Tristan non è cosa da viaggiatori della domenica. Nessun volo diretto, ovviamente. Si parte dalla terraferma più vicina, Città del Capo (distante 2810 chilometri), e ci si imbarca su una nave mercantile: sette giorni di mare aperto. L’approdo è un evento a sé, perché l’oceano spesso decide che sei di troppo e respinge chiunque tenti di avvicinarsi. Insomma, arrivare è già una vacanza survivor.
Tristan conta circa 250 abitanti – praticamente tutti imparentati tra loro – e solo un villaggio: Edinburgh of the Seven Seas. Il nome è un po’ eccessivo, considerando che il centro della vita sociale è un bar, un negozio e un ufficio postale. L’isola ha una sola strada. Viene chiamata semplicemente “La Strada”. La creatività è per i continentali.

Per chi ama le folle, è decisamente il posto sbagliato. Qui il tempo si ferma e le attività principali sono pescare aragoste, contemplare il mare infinito e sfogliare una guida turistica di tre pagine. Non si può neanche portare a spasso il cane, perché qui sono vietati per proteggere la fauna locale, anche se le mucche e le pecore si godono la libertà di movimento senza bisogno di passaporto.

Gli abitanti condividono solo otto cognomi: Glass, Swain, Green, Rogers, Hagan, Patterson, Lavarello e Repetto. I primi sei derivano da antenati britannici e americani, mentre gli ultimi due sono di origine genovese, portati da naufraghi di Camogli approdati sull'isola nel 1892.

Perché andarci? Per raccontarlo. Chi può vantarsi di essere stato nel nulla cosmico più affascinante del mondo? Tristan da Cunha è il sogno di chi cerca un isolamento radicale e di chi, ogni tanto, si stufa di sentir parlare di “life balance” in ufficio. Qui, il ritmo della vita è scandito dall’oceano, dalle stagioni e dall’ultimo arrivo della nave. Nell’epoca del tutto e subito, offre l’esperienza più esclusiva che ci sia: il silenzio. Nessun turista, nessuna rete, nessuna distrazione. Solo tu, l’oceano e una comunità che sembra uscita da un romanzo d’altri tempi. Chissà, magari sette giorni di mare ti faranno capire che, in fondo, lontano da tutto sei più vicino a te stesso.